Il Selvaggio Blu è molto più di un trekking. Attraversa la costa tra Baunei e Dorgali, dentro il Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, e non ha strade di accesso: cinque giorni su sentieri esili e spesso poco evidenti, in un percorso continuo e mai banale. Il bagno in mare si fa quasi tutti i giorni. Che non è cosa da poco.

Si cammina 5–8 ore al giorno alternando terreno sconnesso, tratti esposti e passaggi tecnici: tratti attrezzati, brevi passaggi di arrampicata fino al III grado e diverse calate in corda doppia su ottimi ancoraggi. E le scale fustas, i passaggi che pastori e carbonai attrezzavano in passato per superare le pareti. Non è tecnicamente difficile per chi ha passo sicuro, ma richiede orientamento, gestione della fatica e capacità di adattarsi al meteo.

Si cammina anche leggeri: i bagagli viaggiano in gommone e li ritrovi la sera al bivacco, quindi lo zaino porta solo acqua, pranzo e imbrago. Le notti sono parte dell’esperienza — in tenda, in grotta o sotto le stelle, lontano dai comfort di tutti i giorni. Non è richiesta esperienza di arrampicata, ma serve buona resistenza per più giorni consecutivi e sicurezza sui passaggi esposti.

Accompagno gruppi da 6 a 10 persone e curo io la pianificazione delle tappe e la sicurezza. Ho fatto il Selvaggio Blu in più edizioni e stagioni. Cinque giorni tra sentieri, roccia, calate e mare: un modo diverso di attraversare la Sardegna, seguendo una delle sue coste più selvagge.